Un sostegno per i ragazzi e per i genitori
L’adolescenza è una delle fasi più intense della vita, per i ragazzi e per chi sta loro accanto. Cambiano il corpo, le emozioni, le amicizie, il modo di guardare se stessi e i genitori, e la comunicazione in famiglia può diventare all’improvviso difficile. A Firenze, presso lo studio Eureka!, la Dott.ssa Valentina Falanga, psicologa e psicoterapeuta, accompagna sia i ragazzi sia i genitori, lavorando sulla relazione tra loro.
Nell’adolescenza il compito centrale è costruire un’identità propria, distinta da quella dei genitori. È un processo necessario, e porta con sé distanza, ribellione, bisogno di spazio e di indipendenza. Un certo grado di conflitto con i genitori è normale e fa parte della crescita: anzi, a volte sono le adolescenze “troppo tranquille”, in cui non emerge mai alcun malessere, a meritare più attenzione.
Il problema nasce quando il dialogo si inceppa: i ragazzi si sentono incompresi o schiacciati dalle aspettative, i genitori si sentono preoccupati, frustrati o messi da parte, e ciascuno finisce per parlare senza essere ascoltato. È una situazione comune e non vuol dire che qualcuno stia sbagliando: spesso i modi che funzionavano nell’infanzia non funzionano più, e la famiglia ha bisogno di trovarne di nuovi.
Gli sbalzi d’umore e le chiusure fanno parte dell’età. Conviene però prestare attenzione quando alcuni segnali durano più di qualche settimana e interferiscono con la vita di tutti i giorni:
Non servono diagnosi “fai da te”: conta la durata dei segnali e quanto pesano sulla vita del ragazzo e della famiglia. In caso di dubbio, parlarne con una professionista è sempre una buona scelta.
Se temi per la sicurezza di un ragazzo. In caso di pericolo immediato chiama il 112 o rivolgiti al pronto soccorso. Il Telefono Azzurro (19696) è gratuito, attivo 24 ore su 24 anche in chat, e risponde sia ai ragazzi sia agli adulti. Per le emergenze che coinvolgono minori c’è il 114 Emergenza Infanzia.
Sono indicazioni generali: ogni famiglia ha la sua storia e il suo modo di comunicare, ed è su questo che si lavora insieme.
Sentirsi incompresi, sotto pressione, diversi dagli altri o in conflitto con i propri genitori è molto più comune di quanto sembri. Chiedere aiuto non significa essere “sbagliati”: significa avere uno spazio tutto tuo, con una persona adulta che ascolta senza giudicare e che non è né un genitore né un insegnante.
In adolescenza il disagio raramente riguarda una persona sola: coinvolge il ragazzo, i genitori e il modo in cui comunicano. Per questo il lavoro può svolgersi su più livelli, scelti insieme in base alla situazione.
Uno spazio riservato per parlare di emozioni, ansia, scuola, amicizie, corpo, relazioni e identità, senza giudizio e con tempi rispettosi.
Una consulenza per capire cosa sta succedendo, come comunicare, come dare regole e confini senza scontri continui e come sostenere senza invadere. I genitori possono venire anche da soli.
Incontri insieme per ritrovare un dialogo, affrontare i conflitti e rendere la vita familiare più serena.
La Dott.ssa Falanga lavora con ragazzi, genitori e famiglie, anche sulle difficoltà scolastiche, e accompagna le famiglie nei momenti in cui la comunicazione si blocca. Per i genitori esiste anche il percorso “SOS adolescenza”, descritto nella pagina Genitori.
Frequenza e durata si concordano insieme, in base alle esigenze della famiglia.
Per i minorenni, il Codice deontologico degli psicologi prevede di norma il consenso informato di entrambi i genitori (o di chi esercita la responsabilità genitoriale). Con i ragazzi le regole di riservatezza vengono spiegate e concordate fin dall’inizio: ai genitori si restituisce l’andamento generale del percorso, mentre i contenuti specifici dei colloqui restano riservati, salvo situazioni di pericolo grave.
Un po’ di conflitto e di chiusura sono normali. Merita attenzione quando i segnali durano più di qualche settimana e pesano sulla vita quotidiana: scuola, amicizie, sonno, umore, rapporti in famiglia.
Forzarlo di solito non aiuta. Spesso si parte da un colloquio con i genitori, che aiuta a cambiare il clima in famiglia: il ragazzo può avvicinarsi in un secondo momento, quando non si sente “mandato” ma rispettato.
Sì. Una consulenza ai genitori è un modo utile per capire cosa sta succedendo e come comunicare meglio, anche quando il ragazzo non è pronto a partecipare.
Per i minorenni, di norma sì: serve il consenso informato di entrambi i genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale. In caso di separazione se ne parla al primo colloquio.
Ai genitori si restituisce l’andamento generale del percorso. I contenuti specifici dei colloqui restano riservati, salvo situazioni di pericolo grave. Le regole si concordano fin dall’inizio.
In caso di pericolo immediato chiama il 112 o vai al pronto soccorso. Il Telefono Azzurro 19696 è gratuito, attivo 24 ore su 24 anche in chat, e il 114 Emergenza Infanzia è il numero per le emergenze che coinvolgono minori.
Dipende dalla situazione e dal tipo di percorso. Durata e costi si definiscono al primo colloquio: scrivici per un preventivo.
Scrivici su WhatsApp al 342 677 2501 o dalla pagina Contatti.
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